Adria, agosto 2004

MA in pista; ovvero il ritorno del Duca, e la “prima volta” di Flap e Gilda.
by Flap (16-17 agosto, 2004)

E’ arrivato il giorno!! Lunedì 16 agosto, ore 14:30; indosso la tuta, per raggiungere Duchessa e Duca a Milano, punto di partenza della spedizione. Arrivo un po’ in ritardo. Scendo nel box e sono già in un lago di sudore; no, non posso farcela!.. Mi faccio coraggio e, zaino in spalla, raggiungo il box sotterraneo e fresco del Duca.
Qui mi attende il camion-officina (la station-wagon del Duca), con gomme, cavalletti, attrezzi, liquidi e qualunque altra cosa utile a gestire un ottimo team privato.
Ovviamente l’autista, Duchessa, ha sistemato “ad hoc” il carico ed ha sistemato il frigo, con bevande d’ogni tipo, che si riveleranno utilissimi nelle giornate di trasferta.
Si parte. Trasferimento in autostrada fino a Verona, e poi superstrada fino ad Adria,. Rispettiamo i limiti, o quasi, senza mai perdere il nostro camion-officina. Tra l’altro, in autostrada, troveremo altri camion di “piccoli” team privati (erano quelli delle Yamaha di Vale e Macho), che ci salutano calorosamente al nostro passaggio.
Dopo una prima presa visione del circuito, andiamo all’ostello che abbiamo prenotato. Dalle foto vedrete che dell’ostello ha ben poco! Un ottimo posto, con gente cordiale, che alla richiesta “dove possiamo mettere le moto?” rispondono: “se sono solo due, dentro!”. Il “dentro” era l’atrio dell’albergo!
Dopo una buona cena e quattro ciance, tutti a nanna!
Sarà la tensione, e un po’ il caldo, ma più che dormire, ho riposato…
Sveglia alle 7:30. Colazione, e via al circuito. Ci siamo!!
Troviamo Gattobastardo, dei Motoridens, presente con la sua CBR600 gommata slick, ed un suo amico, con una cattivissima Suzuki 750.
Iscrizione, briefing informativo sul comportamento da tenere in pista e sul significato delle bandiere, e siamo già pronti nei box per il primo turno di prove.
Il primo turno l’abbiamo impiegato per prendere confidenza con la pista e per farci fare le foto dal nostro fotografo ufficiale: Duchessa.
Non ci capisco niente. Traiettorie strane, gente che passa come missili, ma il margine che si può raggiungere in pista è davvero notevole!
Dopo qualche giro, Gattobastardo mi aspetta e m’invita a seguire le sue traiettorie. Tempo tre curve, e mi perde.
Dopo una ventina di minuti, cominciano ad allungarsi le staccate, soprattutto quella dopo il rettilineo, da oltre 200 km/h. Così decido di uscire, e trovo il Duca ad aspettarmi al camion-officina.
Siamo fradici di sudore, guardo i pneumatici pieni di riccioli di gomma, consumati fino ai bordi. È
normale, ma per me è la prima volta, e sono soddisfazioni!
La nostra vivandiera (sempre Duchessa) ci porge acqua e bevande vitaminiche e zuccherine per reintegrare i sali minerali persi.
Quattro chiacchiere nei box con strani e simpatici personaggi, incuriositi dalle nostre moto. In effetti, erano le uniche F4 e 851 presenti, ed entrambe un pezzo di storia motociclistica, e dei gran bei pezzi di moto!
Decidiamo che è ora di fare un secondo turno; controllo alle gomme, e siamo dentro. Non ho mai visto il Duca - era sempre davanti, o dietro, secondo i punti di vista – ma, dai tempi, scoprirò che mi da almeno 5 secondi al giro (la cronometrista, ancora Duchessa, è efficientissima).
Stavo cominciando a “spingere”, quando mi scivola un Kawa davanti! Nessun pericolo, ma mi cago sotto, e decido di mantenere ritmi più consoni all’età!..
Dopo 25 minuti esco, per raggiungere il Duca nei box, che comincia a prenderci gusto.
Ancora un pò di pausa, e via per il terzo turno. Sono già le 12:15. Nei primi due giri di riscaldamento riesco a tenere dietro il Duca, che è stato testimone di un pelo fattomi da un disgraziato, ma quando decide che è ora... mi passa e va! Cerco di stargli dietro, per imparare un pò di linee e traiettorie, ma anche in questo caso, dopo tre curve, è sparito.
Dopo 20 minuti non ce la faccio più, inoltre mi si è accesa la spia della riserva, quindi: fuori ad aspettare il Duca.
I tempi, nel mio caso, rimangono attorno al 1’50”. Il Duca, invece, riesce a scendere sul 1’42”.
Dopo una rinfrescata (doccia fresca), decidiamo di dirigerci al mare, per mangiare un bel fritto di pesce, diluito con del bianco vivace, che lascia i segni su di noi; soprattutto sull’occhietto spento del Duca...
Alle 17:00 ripartiamo. I D-riders verso casa, ed io verso Belluria, per una sorpresa alla famiglia.

Non resta che dare:
alla pista, un ottimo come struttura, organizzazione, pulizia... un po’ tutto;
un ottimo all’ostello, per i suddetti motivi, e per l’ottima cena ai motociclisti, conosciuti sul posto (conferma che siamo una grande famiglia!);
un ringraziamento alle nostre moto, soprattutto a Gilda, per aver sopportato senza lamenti e senza problemi tanta autostrada e tanta pista;
un “grazie” ai MA, per il merito di aver unito questi tre avventurieri.
Ma soprattutto un grazie ed un plauso ai D-riders (Duca e Duchessa), per l’ottima organizzazione, la fantastica compagnia e per aver reso possibile un sogno.


A noi, invece, non resta che ringraziare Flap per la sua stima e per la piacevolissima compagnia, e per il suo caloroso racconto,
e dare spazio alle immagini di questa fantastica "due giorni"! Duca e Duchessa